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La grotta segreta di Monte Fasce: come veri esploratori

1 Giorno
Questa escursione conduce all'interno delle viscere della Terra mediante l'antro de la Suja. Come veri esploratori oltrepassiamo una zona sconosciuta del Monte Fasce e ci inoltriamo in una grotta che corre parallela a un flusso d'acqua, con micro cascate sotterranee, labirintiche strettoie e tracce di organismi vissuti oltre 40 milioni di anni fa.
Date in programmazione:
02 Maggio,
29 Maggio
Regione:   Liguria
Località:   Genova (Monte Fasce)
Ritrovi, luogo e orario:   Ore 9.30 Parcheggio Prati di Fascia
Impegno / difficoltà:   Escursionisti Esperti
Tempi di percorrenza e dislivello:   4h totali. Dislivello 200 m.
Costo:   €  40.00 a persona
Accompagnatore:   Christian Roccati, Storico, Guida Kailas e Ambientale
Informazioni & iscrizioni:   christian@kailas.it
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La quota comprende:   Accompagnamento, spiegazioni e organizzazione da parte della Guida, suo emolumento e sue spese.
Non comprende:   Trasferimenti, cibo, casco e torcia, e tutto quanto non menzionato alla voce “la quota comprende”.
Numero partecipanti:   min 4 e max 6
Programma:
La gita inizia ai Prati di Fascia, (il parcheggio alto asfaltato sulla sella della montagna), in vista delle antenne, raggiungibili da Apparizione. La guida accoglie il piccolo gruppo mostrando gli allevamenti di manzi, con asini e muli. Dopo le presentazioni e le descrizioni ambientali e antropologiche, si parte per l'avventura.

Si imbocca subito un sentiero celato che conduce al di là del pascolo dei monti Proi, Riega e Bastia, sulla testa della valle Ursaria. Le tracce si perdono tra gli essiccatoi per castagne, di tradizione parallela e sinergica ai caprili.

Si giunge in poco più di mezz'ora all'ingresso dell'antro, che per la sua forma romboidale, squadrata dalle bancate di marna, riporta subito a sogni cavallereschi del ciclo arturiano e di Camelot.

Dopo la preparazione, estasiati dalla risorgenza che crea piccole cascatelle cristalline, gli avventurieri penetrano nelle viscere della Terra per scoprirne i segreti.

La grotta chiamata la Tana da Suja è un antro di 119 metri di sviluppo, articolata in due rami che corrono uno sotto l'altro, collegati tra loro da alcuni sfondamenti e da un piccolo pozzetto principale e uno secondario. Il flusso idrico è pressoché costante e potabile; questa caratteristica attiva crea un microambiente che ospita una discreta fauna ipogea, costituita anche da chirotteri e geotritoni. Sono presenti anche tracce elmintoidi, i resti fossili di organismi che strisciavano sul fondale marino tra 40 e 100 milioni di anni fa.

Il percorso conduce a un cunicolo in cui strisciare per circa sette metri accedendo a una piccola saletta. Una strozzatura porta a una seconda camera di dimensioni più ridotte e un collegamento con il torrente sotterraneo.
Si superano altri due ostacoli fino a un bivio: si prosegue oltre, questa volta dapprima in piedi e poi accovacciati, in acqua, sino al termine della grotta in una diaclasi insuperabile.
Il rientro si effettua dalla via dell'andata.
Equipaggiamento:
EQUIPAGGIAMENTO
Per effettuare l’escursione è necessario un equipaggiamento classico da escursionismo e minimo da grotta.
1) scarpe antiscivolo, vestiario a strati funzionali comprensivo di giacca o piumino
2) un cambio per la grotta che possa esser eventualmente sporcato o bagnato
3) casco e lampada frontale
4) suggerisco un paio di guanti da lavoro, bastano quelli di pelle scamosciata classici
5) utile un asciugamento dry all'uscita

Per chi non avesse un casco é possibile noleggiarne di completamente igienizzati da Salewa Store di Via Galata 97 e / r (Genova).
La guida racconta:
APPENNINO E GROTTE
Questa gita si svolge nella testa della Valle Ursaria, un vallone affluente della più grande Valle Sturla, alle spalle di Genova. Dal punto di vista geologico ci troviamo nel gruppo del Monte Fasce che fa parte della formazione delle marne e dei calcari marnosi del Monte Antola.

L’ambiente appenninico ligure è qualche cosa di assolutamente unico in Italia con una biodiversità vastissima e paesaggi in continuo mutamento. Si passa dalla vegetazione multifusto e i boschi caducifoglie alle coltivazioni a fasce, dalla macchia sempre verde alle conifere varie e mutevoli persino nell’habitus. Quando si abbandona la fascia litoranea, si riscopre il primo entroterra, un ambiente di media montagna, molto severo, un luogo di duro lavoro per i valligiani e di grande avventura per gli appassionati dell’outdoor.
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